Una puntata sola, per un argomento che ne potrebbe riempire mille: la nebbia.
Non si tratta unicamente di una visione poetica di quel muro opalescente che avvolge negli umidi giorni d’autunno, ma di una vera e propria difesa dell’anima.
Dal Pascoli, che invoca: “Nascondi le cose lontane”, per poter ritrovare la quiete del proprio microcosmo, a Hesse che, in tarda età, si perde nella nebbia dei ricordi non visti e degli amici perduti, nelle nebbie del tempo, sino alla scoperta delle “spugne di nebbia” di Palazzeschi.
Perché la nebbia è molto di più di un sottile muro d’acqua che riflette le luci, ovatta i suoni e a volte inghiotte i pensieri.
Partendo dal concetto anti-leopardiano della scorsa volta, questa puntata si snoda su un nuovo tema, che accomuna i tre autori, Biagio, Federica, Salvatore, sul filone del ricordo.
Dolcissime immagini legate al passato, mentre la vita ci fa capire che il tempo scorre, una lieve amarezza, un voluto rammentare dell'essere bambino nei concetti più limpidi.
Novità stilistiche messe in evidenza da un sempre nuovo linguaggio, l'universalità di un amore ed un romanticismo mai abbandonato.
L'ascolto è d'obbligo tra i versi recitati, incantevoli melodie di un noi stessi, mentre "impariamo" le differenti realtà.
Tutto questo è PoesiaNon.
Certo, non è semplice confrontarsi con una stagione tanto variegata senza incappare nei soliti luoghi comuni fatti di “foglie gialle e rosse che volteggiano sospinte da un alito di vento”, ma molti poeti lo hanno fatto.
Ed è proprio attraverso le loro parole, che andremo ad affrontare la visione dell’autunno. Dalle vivide immagini di Cardarelli all’intimismo di Hikmet. Modi “alternativi” di affrontare il consueto incedere del tempo.